Come si usano le pagine Facebook istituzionali? Il caso dell’isola d’Elba

Facebook per istituzioni: l'uso all'isola d'Elba
Facebook like: foto di Birgerking su Flickr

Spinto a ragionare in merito alla presenza nel territorio elbano dei comuni e dei personaggi politici locali, ho voluto sfruttare il piccolo contesto per fare una breve indagine sul campo a proposito dell’utilizzo di Facebook che ne fanno tutti gli otto comuni (sì sono otto) presenti sul territorio.

Visto che mi interesso da diverso tempo alla Pubblica Amministrazione e al mondo del web 2.0, per capire come la PA possa utilizzare gli strumenti social in maniera profittevole, volevo cominciare a studiare la realtà esistente. Così, con la spinta di queste due coincidenze è nata l’idea di monitorare l’uso che sull’Elba ne veniva fatto.

Perché l’isola d’Elba?

Perché è un territorio circoscritto, ma al contempo frammentato in termini di attori pubblici presenti nel territorio. Otto amministrazioni comunali, l’Unione dei comuni e l’Ente parco formano un parco variegato da valutare e, allo stesso tempo, numericamente sopportabile in termini di analisi qualitativa, tale che prendendo in esame tutte queste realtà si abbia a disposizione l’intera popolazione statistica.

Risultati

Venendo subito al cuore della piccola ricerca dico subito che, come dalle aspettative, i risultati non sono stati entusiasmanti, visto che solo tre, tra tutte le istituzioni controllate, hanno scelto la pagina fan come identità per relazionarsi con gli utenti (cittadini) su Facebook.

Di questi tre comuni solamente uno ne fa un utilizzo regolare e strutturato: Capoliveri.

La pagina fan del comune infatti è aggiornata frequentemente, offre informazioni istituzionali ed è curata nei suoi contenuti, con album fotografici e singole foto complete di descrizioni – e ad ora conta oltre 900fan-. Non solo, ma il Comune interagisce anche con altre realtà presenti in Facebook taggandole:

Pagina Facebook del Comune di Capoliveri
Interazioni sulla pagina Facebook del Comune di Capoliveri

Le altre due pagine presenti, quelle del Comune di Marciana (che ne ha addirittura due per sé) e Rio nell’Elba, sono decisamente meno aggiornate e frequentate. Praticamente abbandonata a sé stessa quella del Comune di Rio nell’Elba. Pochi gli aggiornamenti, nessun album fotografico, né di conseguenza interazioni.

Il Comune di Rio nell'Elba su Facebook
Il Comune di Rio nell'Elba su Facebook

Rio nell’Elba però, ha da poco (tre aprile) cominciato a presidiare la pagina place creata dagli utenti, cosa che le ha permesso di avere già alcune interazioni e al contempo una piattaforma valida, pronta per l’uso, adatta al dialogo con i suoi cittadini.

Il Comune di Rio nell'Elba su Facebook
La pagina fan del Comune di Rio nell'Elba

All’interno si notano diversi aggiornamenti, alcuni contributi e la mappa interattiva fornita in automatico. Decisamente un passo in avanti, anche se, come per il Comune di Marciana, sarebbe opportuno evitare ambiguità eliminando la pagina inutilizzata.

Conclusione

L’analisi (che si è esaurita in tempo record) ha considerato solo le pagine fan, perché, come detto in più parti, sono l’unico strumento in grado di garantire il massimo dalle possibilità di trasmissione virale delle informazioni e diffusione della pagina tra utenti. Non ho tenuto conto poi delle altre indicazioni al di fuori della dicitura “Comune di”, cercando infatti pagine istituzionali, ufficiali, non ho considerato le altre realtà (pagine, gruppi o profili) che non fossero titolate in questa maniera.

Poteva essere un terreno favorevole per uno studio di questo tipo, ma non è stato possibile approfondirlo per la carenza di contenuti. Un peccato perché la popolazione statistica è bassa (otto comuni) e aveva i presupposti per essere un piccolo, interessante caso di studio.

Il risultato ottenuto però è già significativo: ci dice che le Pubbliche Amministrazioni locali, nel contesto dell’isola d’Elba, hanno molto da fare. Sicuramente le piccole dimensioni e le ristrettezze economiche non permettono grandi alternative, ma alcune realtà (il riferimento è a Portoferraio) sono davvero, per dimensioni, potenziale, opportunità e informazioni da diffondere, una nota stonata.

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Dinosauri, bambini e blogger. Il resoconto della promozione della mostra “Dinosauri in carne ossa”

Dinosauri in carne e ossa: la mostra a Firenze

Eccoci all’ultimo contributo dedicato al Social media Team dedicato alla mostra “Dinosauri in carne e ossa” organizzata dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, realizzata da Geomodel e promossa nel web grazie all’organizzazione di un team di blogger da Officina Turistica. Sulle modalità con la quale è stato promossa la mostra ho già parlato nei due precedenti post dedicati esclusivamente alla cosa.

Qui volevo riepilogare tutti i contributi fatti dai componenti del team. Eravamo in quattro infatti a raccontare on line via twitter il giro del museo, del parco e della mostra su altrettanti blog. Tutti noi accompagnati da giovanissimi visitatori. C’è chi tra loro salutava i dinosauri:

Chi li prendeva in giro, o quantomeno notava somiglianze verosimili:

Chi faceva domande non del tutto scontate:

E chi sfoggiava tutta la sua personalità da nativo digitale:

Insomma tutti interventi interessanti (tra i ragazzi c’era anche una sorta di genio, sapeva tutto!), alcuni frizzanti ed altri curiosi. Un’avventura, quella del Jurassic media team, in grado di dimostrare che volendo alternative e modi semplici, ma interessanti di promozione di un evento, anche istituzionale, ci sono.

I contributi dei blogger coinvolti li trovate nei post di Francesca, Serena e Luca. Oppure tutti raccolti sul tumblr dedicato alla mostra.

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Fidino e il social media team per un museo

Come promuovere un museo sul web
Foto presa dal Tumblr del museo

Prendi quattro blogger, un coordinatore, piattaforme social già attive e curate; fai fare una visita in anteprima ai ragazzi e mettili in condizione di twittare e produrre contenuti in tempo reale. Ecco gli ingredienti per promuovere una mostra sul web.

Ed ecco quello che faranno i ragazzi coinvolti per il social media team dedicato alla promozione della mostra “Dinosauri in carne ed ossa” del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze: ciascuno con un bambino affianco porteranno in Rete i commenti dei giovanissimi visitatori, cercando di trasmettere in Rete l’entusiasmo e la curiosità che solo i bambini possono dare (anche se qualche blogger ce la mette tutta per arrivare agli stessi livelli :) ).

I ragazzi che hanno già cominciato a parlare dell’iniziativa, sono: Serena Puosi, Luca Tempestini e Francesca Turchi, oltre a Cinzia Risaliti per Fondazione Sistema Toscana.

La base di partenza è solida: il museo già dispone dei social media più usati come Facebook, Twitter, Foursquare; ma anche Flickr, Youtube, Instagram e Tumblr.

Fidino e la mostra di dinosauri sul web
Anche io ho partecipato al concorso "colora il tuo dinosauro" con Tripdino

Su Facebook dando spazio alla partecipazione, con il concorso “colora il tuo dinosauro“, su twitter mantenendo costante il dialogo con tutti i curiosi e gli interessati visitatori, su tumblr per un ricco punto di riferimento con tutte le informazioni e i contenuti multimediali.

Il social media team, soprannominato “Jurassic Media Team“, voluto da Fondazione Sistema Toscana e coordinato da Officina Turistica è quindi al completo e vi aspetta domenica per un giro insieme all’insegna dell’off line, o nel mare del web 2.0 grazie a twitter.

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Dinosauri in carne e ossa (e tweet): la presentazione alla stampa e l’apertura della mostra di Firenze

Si comincia con un giro in giardino per provare il “campo di battaglia” dove, a suon di tweet, ci scontreremo durante il prossimo social media team per promuovere la mostra “Dinosauri in carne e ossa” voluta dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze e realizzata grazie al lavoro di Geomodel.

Un giro per vedere in anteprima, insieme ad alcune scolaresche, cosa stanno preparando in via Giorgio La Pira, tra pannelli informativi, percorsi guidati e soprattutto dinosauri: tanti e buoni (soprattutto ora che son finti e immobili!).

Tra una foto e l’altra passiamo dentro al giardino del museo circa un’ora e poi assistiamo aalla conferenza stampa dove, dopo i ringraziamenti istituzionali naturalmente, viene citata l’iniziativa del social media team e la presenza dei contenuti del museo su internet per un paio di volte.

Sia il presidente del Museo, Giovanni Pratesi, che il rettore dell’Università di Firenze, Alberto Tesi, sembra abbiano capito l’importanza e la portata dei social media.

Pare così vista anche l’iniziativa di promuovere la mostra in Rete con un social media team, il secondo per un museo, ma il primo per questo tipo di iniziative.

Per ora un bel po’ di aria positiva quindi accoglie l’iniziativa tutta 2.0 che avrà il suo apice il 25 marzo, giorno della battaglia tra tweet ;)

Un po’ di foto:

Chi invece è interessato a vedere la mostra in modalità 1.0 può andare a visitarla da domani: per tutte le info c’è un bel tumblr; per rimanere sempre aggiornati invece c’è Facebook, Flickr, Twitter, Instagram e il già citato Foursquare.

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