Tecnologia
La Toscana in Bit a caccia del Bric
17 febbraio 2012 | ivoriccioI tweet più significativi della mia due giorni milanese alla BitRead More
La lezione di Ravenna future lessons. Tre giorni da ricordare
24 ottobre 2011 | ivoriccioCultura, ambiente e soprattutto relazioni. Queste le tre parole chiave con le quali ci congeda Luca De Biase alla fine del suo intervento che ha aperto la tre giorni di Ravenna Future Lessons.
Investire nel futuro adesso significa investire in queste tre parole.
Troppo facile pensare ai vecchi modelli di business, troppo facile pensare di andare avanti a furia di merce venduta. Read More
Google plus: cerco un centro di gravità permanente
4 settembre 2011 | ivoriccio
Tra le novità di questa estate una molto social, molto tech e molto geek è stata l’uscita del nuovo social media di casa google. Subito “snobbato” perché dopo facebook, twitter, linkedIn, foursquare, youtube, flickr, sembrava davvero troppo avere (e gestire) anche G+.
Sono bastati però un paio di confronti con chi già lo usava, chi già, per un motivo o l’altro, era entrato un po’ nei suoi meccanismi e devo dire mi sono dovuto ricredere.
Quello che mi piace
Le cerchie. Ok, non hanno un bel nome, ma sono (erano, visto l’aggiornamento di facebook) l’antidoto a quella che Riva chiama “identità fluida”, quel processo cioè che vede la nostra identità soggetta all’interpretazione dei nostri contatti sulla base di quello che viene scritto nella nostra bacheca personale. Questo può comportare la definizione di una immagine della persona distorta: pensate al vostro miglior amico/a che vi “offende amichevolmente” in pubblico. Chi conosce il rapporto tra voi e la persona che vi scrive capirà che è un simpatico scambio di battute; ma chi non sà nulla voi e il vostro amico/a probabilmente si farà qualche domanda in più sulla vostra persona (l’esempio è estremizzato per rendere l’idea).
Grazie alle cerchie infatti posso scrivere messaggi indirizzati ad una determinata categoria di persone (amici; familiari; colleghi); così seleziono cosa dire e a chi. Il fatto poi che adesso lo faccia fare anche facebook dimostra forse quanto necessaria sia questa possibilità.
Inoltre una soluzione così eviterebbe la creazione di più account per soddisfare le richieste di informazioni specifiche per un pubblico specifico. Una frammentazione di account (e di comunicazione) tipo quella adoperata da mashable (o altre realtà come la Regione Toscana su twitter con i suoi diversi profili) da me peraltro auspicata parlando delle realtà editoriali, ma che grazie all’uso di G+ può venir meno.
Open Government: più trasparenza migliore reputazione
17 marzo 2011 | ivoriccioAlmeno nella percezione delle persone, ma sembra proprio così. Lo dimostra una ricerca di Pew Internet, elaborata negli Usa: le amministrazioni che rendono disponibili i documenti e le informazioni condividendoli con i cittadini anche nei social media godono di una valutazione, riferita alla governo della città, migliore.
Non solo, ma più l’Amministrazione Pubblica apre i suoi processi interni verso il pubblico, migliore è la sensazione di “empowerment”, di consapevolezza e di acquisto di fiducia nelle decisioni in merito alle politiche locali (nel caso dello studio di Pew Internet) dei cittadini.






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